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La Gambusia: protagonista di un progetto antimalarico.

All'apparenza inoffensivo e considerato per molto tempo inefficace, questo pesciolino larvivoro é invece diventato un'ottima "arma" di intervento biologico nei confronti delle zanzare di varie specie. la gambusia
Per una disinfestazione, dunque, sempre più naturale. La gambusia venne introdotta in Europa dai tedeschi all'inizio del 1900 cosicché, già nel 1908 si poterono compiere i primi studi di laboratorio nel nostro Paese. Ma si temeva che un pesce di così scarsa importanza economica avrebbe danneggiato le più pregiate specie nostrane, come già era avvenuto con il pesce persico, chiamato per l'appunto "il pericolo giallo della nostra piscicoltura". Quindi si continuò a cercare di contenere le zanzare con le anguille e le carpe, ma con scarsi risultati.
Nel 1920 si tentò una prima introduzione per un impiego pratico, ma le gambusie giunsero dall'America ormai morenti; contemporaneamente un'altra spedizione arrivò invece sana e salva in Spagna e si acclimatò perfettamente in uno stagno di Talayuela, nutrite con uova di baccalà. Fu infatti da questo Paese che nel 1922 vennero spedite alcune centinaia di gambusie che finalmente pervennero in buone condizioni.
la gambusia

Queste furono immesse nel Lago di Porto, nei canali di bonifica di Ostia, negli stagni presso la Colonia veneta nell'Agro Pontino e in acquari e diedero inizio ad una serie di sperimentazioni che oggi chiammeremmo di lotta biologica (uso del solo predatore) e di lotta integrata (impiego del predatore coadiuvato da tecniche di diserbo e da mezzi chimici, quali petroliazione o arsenicazioni).


Biologia

Descrizione

Sono dei pesci di piccole dimensione 2 - 6 cm, di un colore grigio marroncino, pur assomigliando al loro parente “da acquario” il guppy o pesce milione discostano da questo per i colori e per la resistenza alle temperature sopportando la gambusia anche temperature di pochi gradi sopra lo 0. Il maschio è molto più piccolo della femmina.

Origini e Diffusione
La gambusia ha origini americane; infatti il nome di questo pesciolino deriva dalla parola "gambusina" che a Cuba significa : cosa insignificante. (Ora non più !) Appartiene all'ordine dei Ciprinodonti (che possiedono denti in entrambi le mascelle) ed alla famiglia dei Pecilidae. La specie che era stata importata in Italia veniva chiamata Gambusia Holbrookii, e veniva distinta dalla Gambusia affinis. la gambusia Ora si ritiene la specie unica e prende il nome di Gambusia affinis sottospecie di Holbrookii, che viene attualmente allevata nel nostro Paese. Questi voraci pesciolini, conosciuti anche con il nome di Mosquito-fish, sono dei validissimi predatori naturali di zanzare, allo stadio larvale, e possono essere introdotti in tutte le situazioni dove, per ragioni estetiche ed in ambiti circoscritti (es. vasche ornamentali), non sia possibile posizionare le retine zanzariere. Frequentano le acque dolci e salmastre, preferendo i livelli alti e medi di stagni, canali e fiumi, ma soprattutto le zone paludose. Agli inizi del 1900 sono stati importati in molti stati per combattere la malaria diminuendo o comunque tenendo sotto controllo il vettore e cioè la zanzara (genere Anofele) adesso riescono a controllare benissimo anche la diffusione della zanzara tigre.

Alimentazione
Questi pesciolini si nutrono di vermi, insetti acquatici, piccoli crostacei ma soprattutto di larve di insetti e tra queste le preferite sono le larve di zanzara.

La riproduzione
La gambusia come il più noto pesce milione (guppy) suo parente stretto è ovovivipara e la fecondazione delle uova avviene internamente tramite un “organo” chiamato gonopodio (organo copulatore) presente nei maschi di alcune specie di pesci tra i quali il molly, il portaspada, il platty e molti altri. Nella foto sopra una Gambusia maschio (notare il gonopodio) Il gonopodio è formato dalla fusione dei raggi della pinna anale a formare un organo tubolare, rigido e semovibile, provvisto alla base di microscopici ganci che permettono una maggior presa sulla cloaca della femmina. Anche se spesso è considerato alla stregua di un pene, il gonopodio con l'organo sessuale dei mammiferi ha in comune solo lo scopo: permettere il passaggio dei gameti maschili nel corpo femminile. La gestazione dura 25-30 giorni, trascorsi i quali la femmina partorisce circa 30 avannotti semi-trasparenti e completamente indipendenti che cercheranno subito rifugio tra le foglie dei livelli più alti in modo da non essere divorati da predatori o dalla stessa madre. I gambusia sono vivipari cioè le femmine mantengono le uova internamente fino a quando eschiudono dopo di che partoriscono i piccoli come i mammiferi però a differenza dei mammiferi non accudiscono i piccol, che se non trovano immediatamente un riparo vengono mangiati dalla madre oppure da altre gambusia nelle vicinanze. Se si vuole allevare le gambusie in acquario è consigliato usare la sala parto. Le gambusie sono pesci molto resistenti che si adattano a molti habitat riesce a a vivere anche in piccole pozze di acqua stagnante con forte carenza di ossigeno. Questi pesci sono conosciuti principalmente per la loro voracità verso le larve di zanzare. Se si vuole utilizzare le Gambusie come "arma" di lotta biologica nei confronti delle zanzare, si possono introdurre in vasi acquatici e laghetti che devono funzionare da trappole per le zanzare. Infatti le zanzare trovano il loro habitat ideale per deporre le uova in questi specchi d'acqua, ma una volta deposte le uova ci sono le Gambusie ad aspettare la loro schiusa, infatti una volta schiuse le larve verranno divorate.

IMPORTANTE:

non liberate le gambusie in natura, le gambusie non sono pesci originari del nostro territorio e liberate in natura possono creare gravi danni al nostro ecosistema, infatti le gambusie oltre a divorare le larve di zanzare divorano anche gli avannotti di altri pesci e tutto quello che gli riesce a entrare in bocca.

ATTENZIONE:

le Gambusie possono essere introdotte quindi, in ambiti circoscritti (es. vasche ornamentali, laghetti), che devono funzionare da trappole per le zanzare.
Il Centro Antinsetti assicura la massima collaborazione per quanto attiene la conoscenza e la diffusione delle Gambusie e per ogni ulteriore informazione che consenta ai cittadini una migliore difesa dalle zanzare contattando il seguente numero telefonico del Reparto Operativo:
070/606.6481

Centro Antinsetti - UOC - Unità Organizzativa Complessa - Servizio Disinfestazioni e Laboratorio Entomologico.


     




         

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