Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti


null

La zecca

Un parassita che può essere pericoloso

Con l'inizio della bella stagione, nel periodo tardo primaverile ed estivo, le zecche sono puntualmente presenti nelle nostre campagne, e spesso anche nei centri abitati, in considerazione del fatto che cani e gatti sono alcuni tra i vari ospiti che vengono colpiti dall'infestazione di questo parassita.


Cosa sono le zecche e come son fatte

Le zecche sono parassiti esterni delle dimensioni di alcuni millimetri. Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli Aracnidi. Non sono dunque insetti come viene spesso riportato e nemmeno ragni, quantunque siano ad essi lontanamente imparentate. Sono diffuse in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie. In Italia ne sono state segnalate, complessivamente, circa quaranta specie. Tutte le zecche sono ematofaghe, si nutrono cioé del sangue di anfibi, rettili, uccelli o mammiferi. Dopo aver lacerato la pelle dell'ospite, l'ipostoma, una struttura munita di denticoli, é inserito nella ferita e la zecca inizia a nutrirsi. Dopo essersi nutrite, esse possono raggiungere una grandezza enorme in rapporto ad una zecca digiuna. Il pasto può durare anche alcuni giorni e al termine di esso la zecca si lascia cadere al suolo. In natura esistono centinaia di tipi di zecche che si nutrono di sangue di mammiferi e di uccelli. Fra i mammiferi che vengono colpiti dall' infestazione da zecche ricordiamo i bovini, gli equini, gli ovi-caprini, i suini, gli animali selvatici, i cani e i gatti. I cani possono essere parassitati sia da zecche dure che molli; nel piccione sono piu frequenti le zecche molli.



La presenza su cane e gatto può essere piu facilmente avvertita al tatto che con la vista: accarezzando l’ animale, i parassiti vengono percepiti come piccole protuberanze in rilievo sulla superficie corporea del quattro zampe.
La zecca é molto resistente al digiuno, potendo sopravvivere anche sette anni.
La zecca che talvolta colpisce l' uomo, creando seri problemi, é quella che comunemente attacca il cane (ospite d 'elezione) .
Nell'uomo la puntura può dare origine a manifestazioni cutanee, dovute all'immissione di tossine secrete con la saliva al momento del pasto di sangue.

Dove si trovano le zecche
E' importante sfatare alcuni luoghi comuni: le zecche non cadono dagli alberi, non saltano e soprattutto non volano, sono infatti prive di ali. Le zecche sono di colore bruno-grigiastro, e approssimativamente grandi quanto una lenticchia.

Esse vivono a terra, sull'erba e sulla lettiera dei boschi e rimangono in attesa. Quando vengono in contatto con un possibile ospite che passa loro accanto, vi si trasferiscono per nutrirsi. Gli ospiti possono essere molteplici: dai cani, ai cinghiali, dai piccioni all'uomo. Vivono di preferenza nelle aree verdi (prati, giardini, boschi, pascoli, ecc.), ma possono facilmente essere veicolate dai cosiddetti animali spazzini (colombi, topi, ecc.) e trasportate un po’ dappertutto; le possiamo pertanto trovare anche sul terrazzo di casa o tra le piante ornamentali coltivate in appartamento. Le zecche si nutrono del sangue dell’ospite sul quale si attaccano, si arrampicano o si lasciano cadere su di esso e introducono la testa (rostro) nella cute del suo corpo, succhiandone il sangue. In Italia sono presenti due tipi di zecche: le zecche dure (Ixodidae) e le zecche molli (Argasidae). Entrambe vivono preferibilmente in ambienti ricchi di vegetazione erbosa ed arbustiva, con clima fresco ed umido, ma possono ritrovarsi anche in zone a clima caldo ed asciutto o dove la vegetazione è meno presente.

Nelle stagioni fredde le zecche vivono in una forma di letargo tenendosi protette dalle avversità climatiche sotto la vegetazione o sotto le pietre. Esse si possono interrare fino ad una profondità di 10 cm.
In campagna le zecche rimangono nascoste nei cespugli e nei fili d'erba fresca o secca, in attesa del passaggio dell' ospite su cui aggrapparsi.
Nei centri abitati le zecche in inverno rimangono protette dalle avversità atmosferiche nelle crepe e nelle fessure dei muri e delle strade. Nelle stagioni favorevoli per il loro sviluppo, si muovono lungo i muri, i marciapiedi e le strade, alla ricerca dei cani, dei gatti e, eventualmente, dell’ uomo. E' sufficiente che l'ospite sfiori la zecca che questa, grazie a speciali ventose, si porta sui suoi peli, sulla cute o, nel caso dell' uomo, sugli abiti. Da questo momento il parassita inizia la ricerca del sito di cute dell' ospite, dove poter infiggere la testa (rostro), succhiandone il sangue e respirando tramite particolari strutture canalicolari che si aprono all’ esterno.

Pericolosità per l' uomo
La zecca piú rischiosa per l’uomo é quella dei boschi (Ixodes ricinus), responsabile della malattia di Lyme, e dell’ encefalite da zecche o TBE. Per l’uomo può rivestire importanza anche quella che comunemente attacca il cane (ospite d' elezione) e che in termini scientifici viene chiamata "Rhipicephalus Sanguineus" che è in grado di trasmettere il microrganismo responsabile della febbre bottonosa (Rickettsiosi).
Per l'uomo la pericolosità delle zecche é legata essenzialmente:
- all'azione allergizzante e/o tossica delle sostanze contenute nei fluidi salivari del parassita, in particolare di quelli delle zecche molli;
- alla capacità di trasmettere microorganismi responsabili di malattie, talvolta gravi. Il ruolo delle zecche nella diffusione delle varie infezioni é la diretta conseguenza dell' assunzione, durante il pasto di sangue, di agenti patogeni da un ospite infetto e della loro trasmissione a un ospite non infetto, attraverso le secrezioni salivari, ma soprattutto il rigurgito, nel successivo pasto di sangue. Il pasto di sangue, durante il quale la zecca rimane costantemente ancorata all’ ospite, é caratterizzato dall’ alternanza di fasi di assunzione e fasi di rigurgito; queste ultime permettono alla zecca di liberarsi della maggior parte della componente liquida del sangue.
Il morso della zecca non é generalmente doloroso né pruriginoso, e può pertanto passare inosservato.
In Sardegna, una delle più frequenti malattie che la zecca del cane trasmette all’ uomo é la Rickettsiosi (febbre bottonosa), malattia che può portare a morte una persona se la terapia specifica non viene fatta, oppure, se viene praticata tardivamente.

Misure di prevenzione
Precauzioni
Esistono precauzioni che possono essere adottate qualora ci si rechi in ambienti che rappresentano un habitat ideale per le zecche (passeggiate in campagna, escursioni in aree boschive, etc..) :
- vestirsi opportunemente con abiti chiari in quanto, oltre a essere meno attrattivi per gli artropodi, rendono piu facile l'individuazione delle zecche.
- utilizzare un abbigliamento appropriato che copra il più possibile il corpo: camicie/maglie con maniche lunghe infilate nei calzoni, pantaloni lunghi inseriti all’ interno delle calze e scarpe alte chiuse alla caviglia, meglio ancora, stivali.
- applicare repellenti sulla cute esposta, ad esempio a base di N,N-dietil-n-toluamide o Picaridina, seguendo le indicazioni del produttore.
- Spruzzare sugli abiti e sullo zaino sostanze ad azione insetticida-acaricida-repellente, come la permetrina, anche in questo caso seguendo le indicazioni del produttore.
- Camminare al centro dei sentieri non sedersi o rotolarsi sull’ erba, evitare le zone con vegetazione folta.
- Durante le soste, scegliere con cura il luogo dove depositare lo zaino o l’ equipaggiamento, evitando di lasciarli fra l’ erba alta, in prossimità di cespugli, su cumuli di foglie dove il rischio di infestazione é maggiore.

Terminata l' escursione o comunque dopo aver visitato un luogo infestato da zecche:
- effettuare un bagno o una doccia il più presto possibile (preferibilmente entro 2 ore) per lavare via eventuali zecche non ancorate alla cute.
- Esaminare attentamente il proprio corpo, con particolare attenzione alle zone in cui le zecche si localizzano di preferenza in quanto la cute ù più sottile: gambe, inguine, ombelico, ascelle, collo e testa; nei bambini le zecche si possono trovare spesso anche sul capo e in corrispondenza dell’ attaccatura dei capelli. Sulla cute, la zecca appare come un corpuscolo scuro o come una piccola crosta che non si riesce ad allontanare; l’ uso di una lente di ingrandimento può aiutare il riconoscimento soprattutto nel caso di aggressioni da parte di larve e ninfe.
- Controllare e spazzolare in luogo aperto gli abiti indossati e verificare il contenuto dello zaino e dell’ equipaggiamento, al fine di non portare zecche all’ interno delle abitazioni; quando possibile lavare gli abiti ad almeno 60° C.

Altre misure di prevenzione
Poiché consolidate ragioni di carattere igienico ambientale impediscono di effettuare interventi insetticidi generalizzati e ripetuti, in ampie estensioni, si rende obbligatorio attivare tutti gli accorgimenti che consentono di effettuare una lotta indiretta attraverso l’ eliminazione delle condizioni che favoriscono la diffusione ed il proliferare delle infestazioni di questi pericolosi parassiti.
Questa necessitá é inderogabile anche per gli evidenti motivi di carattere sanitario oltre che per quelli di carattere organizzativo riguardanti la dimensione operativa richiesta e l’ efficacia dei principi attivi utilizzati per il controllo esclusivamente chimico che vanno assolutamente limitati e mirati. Gli accorgimenti proposti sono rivolti, in pratica, ad impedire il trasporto delle zecche dalle zone infestate a quelle indenni o giá bonificate e di eliminare, il piú possibile, la distribuzione di sostanze tossiche.
Questi risultati si ottengono attraverso:
a) Il severo controllo del randagismo;
b) Il rigido divieto di pascolo nei centri abitati e nelle periferie da ottenersi con strumenti amministrativi, con la falciatura delle erbe e possibilmente con arature superficiale e successivo rivoltamento delle zolle (che consente anche l’ interramento delle zecche con la loro conseguente eliminazione).
c) La razionale manutenzione degli spazi urbani per evitare il crearsi di potenziali rifugi dei randagi;
d) La bonifica, anche con sostanze chimiche, degli spazi e degli animali infestati delle aziende zootecniche, negli allevamenti d’ affezione e nei ricoveri;
e) Sensibilizzazione nei confronti dei proprietari di cani all’ utilizzo di appositi collari antizecche.

Come rimuovere le zecche infisse nella cute
Nel caso di rinvenimento, le zecche vanno prontamente rimosse: infatti nel caso la zecca sia infetta, il rischio di trasmissione di infezioni è direttamente proporzionale al tempo in cui il parassita resta ancorato alla cute dell’ ospite.
Le zecche vanno estratte senza traumatizzarle con sostanze chimiche o calore e senza schiacciarle al fine di evitare il riflesso del rigurgito che, come si è detto, è il momento di maggiore rischio per l’ eventuale trasmissione di agenti infettivi.
Per rimuovere correttamente le zecche si raccomanda di:
- non toccare la zecca con le mani nude per evitare il rischio di contagio attraverso eventuali lesioni della pelle; se disponibile, indossare un paio di guanti;
- afferrare il parassita quanto più possibile vicino alla superficie della cute con un paio di pinzette a punta sottile, avendo cura di non stringere troppo per non rompere il rostro o, peggio, parte della testa del parassita;
- estrarre la zecca tirando delicatamente verso l’ alto in modo continuo, senza strappi e rotazioni;
- eliminare la zecca bruciandola o gettandola nel water dopo averla avvolta in un foglio di carta igienica;
- togliersi i guanti e lavarsi le mani;
- lavare la ferita con acqua tiepida e sapone e subito dopo disinfettarla (se tali azioni vengono praticate su un’ altra persona è bene indossare un altro paio di guanti).
Dopo l’ estrazione, una minima parte del rostro può restare nella ferita. Questo evento non è pericoloso e di solito la cosa si risolve spontaneamente in un paio di giorni. Il residuo si può comunque estrarre con l’ ausilio della punta di un ago da iniezione sterile.
Dopo la rimozione della zecca, occorre particolare attenzione alla comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione e/o di malattia infettiva trasmesse dalle zecche per un periodo della durata di 30-40 giorni.

Quando consultare il medico
Sebbene la maggior parte delle punture di zecca non abbia alcuna conseguenza, vi sono alcune situazioni che è opportuno vengano sottoposte all’ attenzione del medico. E' necessario consultare tempestivamente il medico se, subito dopo il morso, compaiono sintomi tipici di una reazione allergica quali: rash cutaneo, orticaria, gonfiore importante nel sito del morso, edema diffuso, difficoltà respiratoria, ecc. o di una reazione tossica (paralisi ascendente cioè che inizia dalle gambe e "risale" verso la testa).
Si raccomanda inoltre di rivolgersi a un sanitario se:
- non si riesce a rimuovere la zecca o se durante la rimozione la zecca si è spezzata e la testa (non il rostro!) del parassita è rimasta conficcata nella pelle;
- è scaduto il periodo di validità della vaccinazione antitetanica o tale vaccinazione non è mai stata praticata;
- durante il periodo di osservazione di 30-40 giorni compaiono:
     - sintomi e segni di un’ infezione locale con arrossamento, gonfiore e dolore ed eventuale fuoriuscita di pus in corrispondenza del morso;
     - sintomi di un infezione sistemica: febbre, eruzione cutanea in corrispondenza del morso (nella malattia di Lyme ’ il segno iniziale tipico, che compare nella maggior parte dei casi e che si presenta come un alone rossastro che tende ad allargarsi schiarendo al centro), ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona della puntura, debolezza, dolori alle articolazioni. Tali sintomi non necessariamente devono essere tutti contemporaneamente presenti.
In questi casi è importante ai fini diagnostici saper riferire il luogo e la data in cui presumibilmente è avvenuta l’ aggressione e la data in cui è stata tolta la zecca.

Come proteggere gli animali da compagnia
Per tutelare la salute del proprio animale da compagnia e contenere le possibili conseguenze negative derivanti da una infestazione si consiglia, quindi, di:
1. Proteggere il proprio cane, a maggior ragione se vive all’ aperto, attraverso l’ uso preventivo di sostanze repellenti e/o acaricide; il trattamento dovrebbe iniziare già alla fine dell’ inverno ed essere ripetuto periodicamente, secondo le indicazioni fornite dal produttore, fino al termine del periodo di attività delle zecche. Quando non eseguito in precedenza, tale trattamento va effettuato prima di portare l’ animale in aree a rischio. A differenza dei cani, i gatti sono invece estremamente sensibili a diversi prodotti chimici; pertanto, non utilizzare su questi animali repellenti e/o acaricidi senza prima avere consultato il veterinario di fiducia.

2. Ispezionare giornalmente gli animali d’ affezione, in particolare se vivono all’ aperto.
3. Ispezionare frequentemente i luoghi di ricovero quali cucce, box, recinti, ecc., degli animali domestici che vivono all’ aperto, ed eventualmente sottoporre tali ricoveri a trattamento preventivo antinfestante.
4. Ispezionare con attenzione il proprio animale dopo che ha frequentato aree a rischio: nel cane le zecche si localizzano di preferenza sul muso, sul bordo e all’ interno del padiglione auricolare, alle ascelle, all’ inguine e sull’ addome.
5. Estrarre le zecche infisse nella cute dell’ animale con le stesse modalità indicate per l’ uomo.

Per il cane sono disponibili vaccini . Per avere informazioni su queste vaccinazioni e sulle malattie trasmesse dalle zecche agli animali da compagnia, il riferimento è : il veterinario di fiducia.

Come rimuovere le zecche dal cane
Bisogna sfatare alcuni luoghi comuni come l’ utilizzo di oli, petroli, acetone ed altre sostanze per rimuovere una zecca. Ciò non facilita l’ estrazione e non uccide la zecca impedendole di respirare, come viene creduto; anzi, tale manovra può aumentare la salivazione con maggior rischio di trasmissione di agenti patogeni. er rimuovere la zecca, una volta individuata, bisogna utilizzare una pinza a punta ricurva, posizionarla vicino alla base del rostro e tirare via delicatamente, eseguendo una leggera rotazione e poi una trazione, facendo attenzione che la zecca non si spezzi lasciando l’ apparato buccale nella ferita. Una volta levata, la zecca non va schiacciata, come molto spesso avviene, in quanto ciò potrebbe facilitare la diffusione delle uova eventualmente presenti e di agenti patogeni presenti. Dopo essere stata estratta dalla cute, a zecca va bruciata o immersa completamente nell’ alcool. Il punto in cui si trovava la zecca va poi disinfettato e trattato con una pomata antisettica.



 





Ricordate: non estrarre la zecca con le mani ma con una pinza




 






Non schiacciarla, ma bruciarla o immergerla nell'alcool



               
        


                         

















Vai su